May 28, 2009 da Qualcosa di te
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Il Pu Erh è prodotto in Cina nello Yunnan, in una piccola città che prende il suo nome.
Questo Tè rappresenta una categoria particolare, diversa dai Tè Verdi, Oolong o Neri. Le foglie infatti vengono intenzionalmente invecchiate e subiscono una doppia fermentazione, in base ad un procedimento rimasto a lungo segreto e ancora poco conosciuto. Il gusto definito dai cinesi, “di terra bagnata da pioggia recente”, è assolutamente speciale, così come speciali sono le proprietà terapeutiche che a questo Tè si attribuiscono. E’ considerato infatti un potente brucia grassi, in grado di accelerare in metabolismo e abbattere anche il tasso di colesterolo “cattivo”. Per questo rappresenta un formidabile alleato nelle diete o quando si vuole tenere sotto controllo il proprio peso corporeo. Ma le proprietà non finiscono qui: - dopo un pasto pesante infatti, bere Pu Erh aiuta la digestione ripulendo l’intestino e calmando lo stomaco. Inoltre: - riduce la pressione del sangue rafforzando la circolazione ed eliminando le tossine in esso presenti; - allevia i dolori e la fatica. E, secondo una recente ricerca dello Yunnan Natural Medicine Research Institute, sarebbe anche in grado di distruggere alcune cellule cancerogene.
Una leggenda legata a questo tè. Gli abitanti dello Yunnan lo preparano perché possa “allontanare il fuoco” e rinfrescare il corpo….
Nelle montagne dello Yunnan, al confine con il Tibet, si trovano grandi piante secolari di Camellia Sinensis (la pianta del tè) da cui si ricava una qualità di tè davvero caratteristica: il Pu-erh. Sebbene ne esista sia verde che nero, è principalmente il secondo tipo ad essere commercializzato in occidente. A causa del colore dell’infusione questa varietà viene talvolta indicata come “tè rosso”; bisogna fare però attenzione perché questa è anche la comune denominazione dell’infuso di Rooibos, un arbusto proveniente dal Sudafrica, peraltro molto gradevole ma che con il tè non ha niente a che vedere.
Da sempre apprezzato in Cina (pare che già nel V secolo d.C. fosse usato come moneta di scambio dai nomadi che andavano e venivano dalle regioni più settentrionali) ha conosciuto nel mondo occidentale una fortuna relativamente recente, tanto che lo si può trovare anche confezionato in bustine sugli scaffali dei supermercati. Il motivo di tale popolarità risiede nelle virtù salutari di questo tè; in particolare si ritiene – e indagini scientifiche sembrano confermarlo – che il Pu-erhabbia un effetto di contrasto ai grassi. Ciò lo rende utile nelle cure dimagranti, ma soprattutto un prezioso alleato contro il colesterolo nella prevenzione delle malattie cardiocircolatorie.
Se non avete mai assaggiato il Pu-erh e dopo la lettura di questo articolo vi è venuta la curiosità di provarlo, è bene che vi metta in guardia perché potreste restare un po’ sconcertati, cioè subire il classico “trauma del primo assaggio”. Il gusto di questo tè è infatti molto particolare e lascia spiazzati; se però negli assaggi successivi si opera una sorta di “riflessione” e si cerca di esplorare questo sapore strano, di comprenderlo, di andare in profondità, ecco che si apre una prospettiva inaspettata su quel gusto che all’inizio ci aveva lasciati interdetti e che adesso invece si dispiega in tutta la sua ricchezza.
Il gusto non è l’unica cosa singolare del Pu-erh: tutto è particolare in questo tè. In primo luogo il processo di produzione nel quale vi è un passaggio fondamentale: la fermentazione. In questo caso – e solo in questo – il termine è usato propriamente. Infatti comunemente si dice che, a differenza dei verdi, i tè neri sono fermentati. Ciò non è corretto, dato che da un punto di vista chimico il processo che dà origine al tè nero non è una fermentazione, ma una ossidazione. Nel caso del Pu-erh invece si ha vera fermentazione poiché le foglie vengono mantenute per un certo tempo in un ambiente caldo umido, in modo che si sviluppino batteri e muffe responsabili dell’inconfondibile gusto di terra bagnata. Unico tra tutti i tè, ma simile in questo ad altri cibi e bevande ottenuti attraverso fermentazione (ad esempio il vino), il Pu-erh non teme l’invecchiamento, ed anzi si hanno partite pregiatissime stagionate per anni e anni.
Non solo la preparazione, ma anche il confezionamento del Pu-erh è peculiare. Infatti, oltre alla solita distribuzione in foglie sfuse, si possono avere mattonelle quadrate con ideogrammi in rilievo o compresse rotonde a “nido di uccello”. Per ottenere la consistenza solida le foglie vengono prima ammorbidite al vapore e poi compresse e lasciate asciugare. Per il successivo consumo la mattonella viene grattata, oppure se ne taglia via un pezzo. In tempi antichi era proprio la caratteristica della compattezza che ne rendeva particolarmente agevole il trasporto favorendone lcommercializzazione.
Il Pu-erh non è un tè difficile da preparare, può essere lasciato in infusione a lungo senza che diventi amaro, e il colore scurissimo che assume se abbondiamo con la quantità di foglie o con il tempo di infusione non deve spaventare: il gusto sarà sempre forte ma gradevole.
Tra le molte proprietà salutari riconosciute a questo tè vi sono anche quelle digestive, per questo motivo è indicato nel dopo pranzo. Il suo carattere lo rende ottimo anche per la colazione, specie nelle fredde mattine di inverno, magari insieme ad un pezzo di torta o a una fetta di pane col miele. Restando sugli abbinamenti, trovo che il Pu-erh sia ottimo per accompagnare le degustazioni di cioccolato; il contrasto che si crea con le varietà dolci (ma anche con il fondente più “spinto”) schiude panorami di sapore assolutamente inediti e interessanti. Infine, segnaliamo l’usanza che alcuni hanno di preparare una bevanda “ibrida” aggiungendo alle foglie in infusione uno o due chicchi di orzo tostato; l’effetto non è dei peggiori.
May 26, 2009 da Qualcosa di te
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Il tè verde.
Il tè è una pianta arbustiva (Camelia sinensis) della famiglia delle Teacee e dell’ordine delle Guttiferali, già coltivata in Cina e in Giappone fra il IV e l’ VIII secolo d.C.
Da lì si diffuse in India, in Indonesia e a Ceylon. È coltivata per le sue foglie dalle quali si ottiene per infusione l’omonima bevanda.
Le foglie contengono caffeina (o teina, 2- 4 %, 20-30 mg circa per una tazza), catechine (fino al 10 %, talvolta indicato come tannino) e sostanze aromatiche e vengono raccolte al terzo anno di vita della pianta. La pianta del tè è coltivata in più di 30 paesi al mondo. È ormai noto che il tè è la bevanda più utilizzata al mondo dopo l’acqua, con un consumo medio pro capite di circa 120 ml/die. La differente lavorazione delle foglie dà origine ai differenti tipi di tè: verde, nero ed oolong.
La maggior parte del tè prodotto è del tipo “nero” ed è consumato in Europa, Stati Uniti, India ed Australia; il tè verde è invece preferito in Cina, Giappone, Estremo Oriente, Arabia ed alcune zone dell’Africa settentrionale. Il tè verde o tè vergine (Camelia thea) è una bevanda ricavata dalle foglie più giovani e dai boccioli vergini, senza ricorrere alla fermentazione, che pur donando al tè il colore ed il particolare aroma, lo priva di importanti elementi (soprattutto antiossidanti) e ne aumenta il contenuto di teina (sostanza molto eccitante simile alla caffeina).
Per produrre il tè verde, le foglie fresche raccolte vengono rapidamente trattate con vapore o a secco per inattivare gli enzimi, prevenire la fermentazione e dare origine ad un prodotto secco stabile.
Quello che beviamo normalmente in Occidente è il tè nero: le foglie, dopo essere state raccolte, sono scaldate all’aria per un giorno, arrotolate e fatte fermentare in luoghi umidi (un processo che fa perdere gran parte dei principi attivi della pianta).
Se invece le stesse foglie, appena raccolte, vengono “lavate” a vapore e subito seccate per impedirne la fermentazione, si ottiene, appunto, il tè verde.
Grazie a questa lavorazione al loro interno rimangono maggiori quantità di catechine ed altri polifenoli ( i componenti più attivi e salutari) e si perde un po’ di teina (o caffeina). Il tè verde, insomma, è un concentrato di sostanze preziose.
Per mantenere inalterati i principi attivi, però, bisogna saperlo preparare correttamente: l’acqua bollente, infatti, deteriora le foglie di tè verde, e poi bisogna ricordarsi di non aggiungere latte, perché proprio la caseina del latte rischia di neutralizzare i polifenoli, le componenti più benefiche del tè verde.
Come accennato, il tè verde contiene prevalentemente catechine ma contiene anche: bioflavonoidi, tannini, saponine, vitamine (C,B,E,K), betacarotene, minerali (Zinco, Manganese, Potassio, Magnesio), alcaloidi, polifenoli.
Una tipica bevanda a base di tè preparata con 1g di foglie in 100ml di acqua, in infusione per 3 minuti, di solito contiene circa 250-350 mg di tè solido, comprendendo circa il 30-42% di catechine e 3-6% di caffeina.
Catechine Le catechine sono una categoria di potenti flavonoidi antiossidanti, le quali si trovano in molte piante e conferiscono il suo caratteristico colore e sapore.
Il tè verde, grazie alle catechine, ha proprietà antiossidanti e agendo sull’enzima HMG-CoA-reduttasi può ridurre il tasso di colesterolo.
Alcune ricerche affermano che contrasterebbe l’Helicobacter pilori responsabile dell’ulcera.
Aumenterebbe la concentrazione mentale e ridurrebbe il senso di affaticamento, incrementando l’utilizzo dei grassi a scopo energetico (ne conseguirebbe perciò una riduzione del grasso corporeo, anche se minima: per avere un’azione efficace occorre berne circa 1 litro al giorno).
A differenza di altre erbe, il tè verde mantiene almeno in parte ciò che promette ed essendo una bevanda gradevole può essere impiegato senza problemi (è solo sconsigliato a chi soffre in modo particolare gli eccitanti); chi impiega le foglie utilizzando una infusiera può utilizzarle almeno due o tre volte.
I risultati degli studi epidemiologici
I dati disponibili relativi agli effetti del tè sulla salute derivano principalmente da studi epidemiologici che hanno delineato un rapporto di proporzionalità inversa tra consumo di tè verde ed insorgenza di tumori nel tratto gastro-intestinale.
Uno studio condotto su un campione di soggetti olandesi, ha mostrato una associazione tra una dieta molto ricca in flavonoidi (61% dal tè, 13% da cipolle, 10% da mele) ed un ridotto rischio di malattie cardiache.
Una successiva indagine, sullo stesso campione di soggetti, ha evidenziato una riduzione del 69% del rischio di infarto tra coloro che assumevano almeno 4 tazze di tè al giorno.
Un recente studio caso-controllo su 340 soggetti con storia di infarto, condotto negli Usa, ha mostrato una riduzione di circa il 50% del rischio di infarto tra i consumatori di una tazza almeno di tè al giorno rispetto ai soggetti che non ne consumano affatto.
Inoltre, uno studio recente in vivo ha riferito che l’assunzione di 8 tazze di tè verde (0.5 g di tè solido/tazza) al giorno per almeno 3 giorni, porta ad avere una quantità di catechine legate alle LDL plasmatiche maggiore del 10% delle catechine plasmatiche totali, ma ciò non è sufficiente ad aumentare la resistenza delle LDL all’ossidazione.
Nonostante questi risultati contrastanti si ritiene che le catechine abbiano un potente effetto inibitorio sull’ossidazione delle LDL sia in vitro che in vivo; il consumo giornaliero di catechine (equivalente a 740 ml di tè=7/8 tazze) per una settimana prolunga significativamente nell’uomo il tempo di latenza dell’ossidazione delle LDL.
Nel 1986, Muromastu e altri, per primi, dimostrarono come su ratti svezzati nutriti con una dieta ricca di colesterolo contenente un insieme di catechine, l’escrezione fecale di colesterolo aumentasse significativamente.
Numerosi studi suggeriscono la possibile inibizione da parte delle catechine sugli enzimi lipolitici pancreatici, ecco perché interferirebbero sulla digestione e sull’assorbimento dei lipidi.
I polifenoli del tè ed il rischio di malattie coronariche
L’effetto preventivo del consumo di tè verde nell’aterosclerosi e nelle malattie coronariche. Il consumo di tè è inoltre utile nel ridurre il rischio di ipertensione.
In uno studio a lungo termine olandese, il consumo di tè fu associato a un più basso rischio di morte per patologie coronariche e una maggiore incidenza di ictus. In un altro studio olandese follow-up, fu osservata una inversa associazione tra assunzione di tè e aterosclerosi aortica severa.
Tè e cancro
Il tè viene considerata una bevanda protettiva nei confronti del cancro come dimostrato in modelli animali. Questi modelli includono i tumori di pelle, polmone, esofago, stomaco, fegato, piccolo intestino, pancreas, colon, vescica, prostata e glande.
Il tè ha un’attività inibitoria contro la cancerogenesi quando viene somministrato all’inizio.
In uno studio caso-controllo condotto in Cina, il frequente consumo di tè verde si è dimostrato associato ad una incidenza più bassa del tumore all’esofago, soprattutto tra coloro che non fumavano e non consumavano alcol.
Studi in Giappone, Turchia del nord e Svezia centrale hanno dimostrato l’effetto protettivo del tè contro il tumore allo stomaco. In Giappone le donne che consumavano più di 10 tazze (2 litri) di tè al giorno, hanno mostrato un minor rischio per tutti i tumori e un aumento del consumo di tè fu associato ad un più basso rischio di metastasi tumorali e di ricadute.
Numerosi altri studi invece non mostrarono alcuna relazione tra consumo di tè e cancro. Ad esempio nel “Netherland Cohort Study on Diet and Cancer”, il consumo di tè nero non mostrò alcun effetto sui tumori a stomaco, colon-retto, polmone e mammella. Sembra che i maggiori reports che mostrano gli effetti positivi del tè, siano condotti tra gli Asiatici che bevono principalmente tè verde, mentre gli studi sugli Europei che bevono tè nero hanno evidenziato meno effetti protettivi.
Ciò è dovuto al fatto che l’attività protettiva del tè verde è più forte di quella del tè nero.
Tè verde e malattie neurologiche
Due tazze al giorno aiuterebbero a prevenire da Parkinson e Alzheimer. Berlo regolarmente sarebbe una specie di elisir di giovinezza per il cervello.
I ricercatori dell’Università di Tohoku, in Giappone, sostengono che più tazze di tè si bevono, minore è la perdita delle facoltà cognitive.
Nelle foglie della bevanda ci sono anche alcuni componenti che sono in grado di proteggere le cellule cerebrali dai danni tipici delle malattie neurodegenerative.
Le conclusioni spiegherebbero le insolite percentuali, particolarmente basse, di forme di demenza senile in Giappone dove, da secoli, il tè verde è un rito oltre che una piacevole abitudine.
Dieta e salute
Sulla base di tutte queste considerazioni fin qui fatte, ricordiamo le multi proprietà del tè verde: Regolazione del metabolismo – Ha effetti ipoglicemizzanti, riduce l’assorbimento degli zuccheri ed induce una importante attività lipolitica che favorisce l’eliminazione dei grassi dagli adipociti per stimolazione enzimatica;
Toniche – Induce rilevanti effetti anti stanchezza;
Rimineralizzanti – Utile per pelle, capelli e ossa;
Antiossidanti – Combatte efficacemente i radicali liberi, fa parte degli alimenti utili nella prevenzione dei tumori, rallenta i processi di invecchiamento, risulta utilissimo per tamponare gli effetti negativi del fumo;
Immunitarie – Risulta utile al rafforzamento del sistema immunitario;
Alcaline – Neutralizza l’acidità di stomaco;
Anti carie – Per l’azione del fluoro
Amico delle dieta – riduce l’assorbimento dei grassi. I suoi estratti fanno salire in maniera significativa il consumo giornaliero di calorie (circa il 4%). Effetto dovuto ancora una volta dalle catechine.
Ottimo nella menopausa – E’ stata pubblicata una ricerca sull’American Journal of Clinical Nutrition in cui si dice che una tazza di tè verde al giorno aumenta la densità ossea nelle donne in menopausa.
e inoltre: assicura un buon funzionamento del fegato, dei reni, mantiene costante il ritmo cardiaco, protegge dalle infezioni digestive e respiratorie, abbassa la pressione sanguigna, facilita la digestione, aiuta nel mal di testa, nell’esaurimento, nei dolori reumatici, rende innocui certi veleni ambientali, abbassa il rischio di infarto, è utile nelle malattie epatiche, ha un’azione distensiva sul sistema nervoso, è efficace contro la diarrea ed il bacillo del Colera e della Salmonella, regola il flusso biliare, protegge dalle radiazioni e dallo Stronzio 90, riduce la peristalsi intestinale, ha una leggera azione astringente, riduce le reazioni infiammatorie da raggi ultravioletti, accelera tutti i processi di guarigione, previene l’alito cattivo, indicato nella osteoporosi, ha un leggero effetto diuretico ed è quindi utile in chi soffre di disfunzioni renali.
Contiene derivati polifenolici ( flavonoidi, acido clorogenico, caffeico, tannini) che conferiscono al tè verde un’azione meno dannosa rispetto all’alta percentuale di caffeina del caffè.
La caffeina, o la teina, sono gli stimolanti del Sistema Nervoso Centrale, aumentano la concentrazione, l’attenzione e la vigilanza. In più il tè sembra abbia un’azione coagulante, cioè aiuta la coagulazione del sangue per la presenza della vitamina K e aiuta quindi la cicatrizzazione delle ferite. Come uso esterno il tè verde ha attività lenitiva, antipruriginosa ed emostatica sulle ferite.
da:www.adieta.it
