Valentina Farolini

valefaro's Blogs degli amici

Caravaggio e la fresella....

June 21, 2009 da Della Corte Ugo   Commenti (0)

Cultura a tavola

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio ( 29 settembre 1571 – Porto Ercole, 18 luglio 1610), figura di assoluto rilievo nella storia della pittura italiana, visse alcuni periodi della sua troppo breve e tormentata vita a Napoli, dove sono conservati alcuni suoi capolavori.
La grande novità dalla pittura di Caravaggio è la scelta dei soggetti e delle atmosfere dei suoi dipinti in cui il colore e la luce sottolineano con enfasi teatrale i corpi dei personaggi .
C’è nella tradizione alimentare partenopea una preparazione che ripete questa organizzazione degli elementi che la compongono sia per la collocazione degli ingredienti “sulla scena “ del piatto che per i loro colori che finiscono, pure in una cornice di assoluta semplicità, per testimoniare una capacità e un gusto cromatico di incredibile forza espressiva oltre che una eleganza straordinaria. Stiamo parlando, e l’accostamento con l’arte del grande maestro non sembri irriguardoso, della Fresella con il pomodoro.
I drappeggi rossi disegnati dai pomodori, i lampi di luce delle cipolline novelle, il setoso turgore dei pezzi di tonno, il viola sensuale delle olive e a continuare in un delirio cromatico l’infinita scala dei verdi dall’odoroso e sacro basilico agli impertinenti capperi alle formose olive sono un’alta espressione di scuola in cui i canoni caravaggeschi trovano la migliore applicazione che si conosca.
Vedere le opere del Caravaggio custodite a Napoli non è difficile vi forniamo qui indicazioni relative ad alcune di esse :
-Le Sette opere di Misericordia ( 1606 -1607) conservata al Pio Monte della Misericordia di Napoli
-Flagellazione di Cristo (1607-1608) conservata al Museo di Capodimonte di Napoli.
-Martirio di Sant'Orsola (1609 – 1610) conservata Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano (sede museale di Banca Intesa Sanpaolo), Napoli.
Per la Fresella la possibilità di realizzare un incontro e una conoscenza potrebbe risultare più difficoltosa ma provate a seguire le indicazioni .
Fresella con pomodoro
Ingredienti:
1 fresella
1 Pomodoro di Massa Lubrense di media grandezza
Tonno sott’olio
Olive verdi e nere
Capperi
Basilico
Cipollina novella
Olio extravergine d’oliva
Sale q.b.
In una ciotola mettete il pomodoro tagliato a fette, avendo cura di togliere i semi, le olive verdi e nere, la cipollina tagliata in quattro parti, i capperi, qualche foglia di basilico spezzettata grossolanamente con le mani, regolate di sale, condite con olio e mescolate il tutto.
Bagnate leggermente la fresella disponetela in un piatto piano coprite con il contenuto della ciotola e aggiungete il tonno a tocchetti un pizzico di origano e qualche foglia di basilico intera.
Per la Fresella:
Panificio Pane &…
di Raffaele Carfora
Corso Ferrovia 67-Napoli
Tel 081 5965329
Come arrivarci:
Circumvesuviana Linea Ottaviano Sarno
Fermata Ponticelli

Glossario
Fresella: fetta di pane di grano duro o integrale biscottato. Si servono dopo averle ammorbidite con acqua
The fresella: plain or wholemeal flour, water and beer yeast , baked twice to obtain double –bake effect. Just by adding a little water you will make it tasty once more

In napoletano “ te spugnata a fresella “ sta per comportamento o iniziative tese ad ottenere condizioni di vantaggio.
In neapolitan language “ you added water to the fresella to make it soft” means behaviour and acting intended to obtain any sort of benefit.

Medium size tomato from Massa Lubrense
Canned tuna fish
Black and green olives
Capers
Basil
Fresh onions
Extra virgin olive oil
Salt

Cava dei Tirreni

June 18, 2009 da Della Corte Ugo   Commenti (6)

Parte giovedì 18 giugno la 353esima edizione della rievocazione del miracolo che liberò la città di Cava dei Tirreni dal terribile flagello della peste nel 1656.
Le manifestazioni, un’accattivante mix di celebrazioni religiose, cortei storici, spettacoli di fuochi pirotecnici e riproposte di piatti della tradizione gastronomica locale, si concluderanno domenica sera con l’accensione della bandiera rossa per segnalare la fine della festa.
Momento clou delle manifestazioni sarà la sfilata in costume di venerdì alle ore 20:30. Per le vie del centro storico sfileranno gli appestati e ogni contrada si impegna perché i costumi dei suoi rappresentanti siano i più sfarzosi e fedeli ai modelli dell’epoca. Nell’affollato corteo dame, gentiluomini, mercanti, donne e uomini del popolo, contadini. Il giorno dopo, sabato 19, alle ore 18,30 la città sarà ancora attraversata da plotoni di uomini armati dei caratteristici tromboni accompagnati dall’incessante rullo di tamburi, dagli squilli delle chiarine e dalle eleganti evoluzioni dei sbandieratori, che concluderanno la loro sfilata nella villa comunale dove ogni plotone esploderà una salva di fucileria.
Cava dei Tirreni vanta memorie antichissime, i suoi primi abitanti furono la tribù etrusca nomade dei tirreni, di questa presenza sono conservati reperti nella Badia Benedettina e nell’Antiquarium comunale.
A Cava sorge la splendida Abbazia Benedettina della S.S. Trinità dell’XI secolo con l’antico insediamento fortificato del “Corpo della Cava”. Di grande suggestione è poi il Borgo Scacciaventi, edificato nei secoli XIV e XV, per iniziativa dei mercanti che si dotarono allo stesso tempo di residenze e fondaci per i loro traffici, .
I borghi del circondario, da cui si godono scorci di grande bellezza, hanno ispirato i viaggiatori del grand tour e i pittori paesaggisti della scuola napoletana dell’ottocento.

Come arrivarci:
autostrada Napoli Salerno uscita Cava dei Tirreni

Milza all’aceto

1 milza di circa 1 Kg
Prezzemolo – menta- peperoncino
Aglio
Olio extravergine di oliva
1 litro d’aceto rosso

Lavate accuratamente la milza asciugatela e spellatela;
Praticate un foro a mò di tasca nella milza e infilateci il battuto di prezzemolo menta peperoncino e aglio;
ricucite la tasca;
fate dorare la milza in olio bollente;
continuate la cottura in aceto a fuoco lento per 3 ore circa;
fate raffreddare tagliate a fettine;
farcite con le fettine baguette o panini lievitati ;

Questo piatto sicuramente piaceva a Jean Claude Izzo e non a caso, il padre di Jean Claude era nato a Castel S. Giorgio una manciata di chilometri da Cava ed era emigrato, come tanti altri abitanti della zona, in Francia nel 1929.

...un'isola

June 15, 2009 da Della Corte Ugo   Commenti (1)

Ho un vecchio e caro amico in una piccola isola tra l’Africa e la Sicilia, non ci vediamo spesso non quanto vorremmo almeno, ma io so che qualche volta di sera al tramonto quando attracca l’ultimo postale lui guarda tra la piccola folla di persone che un attimo dopo essere sbarcate si dividono frettolose.
Capita d’incontrarci qualche sera, non importa quale delle due nostalgie abbia deciso la traversata. Ci incontriamo al molo e assieme saliamo verso casa.

Poi mentre l’oscurità avvolge l’isola, sediamo, per la cena, versando con cura il vino e disponendo come per un antico rito il cibo perché ognuno si possa servire secondo un ordine che tutti conosciamo che è regola e assieme libertà da ogni costrizione formale.

Solo dopo ci daremo conto l’un l’altro delle cose accadute dal nostro ultimo incontro. Dopo, parlando con voce bassa cosi da non disturbare l’isola che raccogliendosi su se stessa da Punta Tramontana a Punta Pesce si prepara alla notte.

Qualche volta, come se ce ne fosse bisogno, per accendere lampi di nostalgia da lontano ci scambiamo brevi messaggi, complice il web, spesso solo un ‘immagine.

La mareggiata di Scirocco, il tenero presepe di Cala Dogana, il faraglione al tramonto o come stasera il colore e la forma di un frutto.

...prendetelo con le dita !!

June 15, 2009 da Della Corte Ugo   Commenti (1)

Street food mobile
Prog. Arch. Andrea Carletti
permette di allestire una postazione nella quale preparare diversi generi di street food.
Per strada o al parco, in piedi o seduti su una panchina, tra gli scaffali di una libreria o davanti a un quadro, lo street food sta conquistando anche i palati più raffinati ed esigenti. Questa modalità di consumo così attuale riprende abitudini antichissime e per il suo successo sta coinvolgendo anche settori imprenditoriali come il food design di tendenza. Alla Fiera di Padova dal 7al 10 febbraio 2010, II Campionato Italiano di Finger Food - Chef in Punta di Dita. Gli chef interverranno, cosi come avvenuto per la prima edizione, proponendo proprie creazioni secondo la tipicità regionale e secondo canoni definiti da una commissione . Tutti gli aspetti che caratterizzano il finger food sono oggetto di una definizione tecnica estremamente precisa, che fissa come principio inderogabile il fatto che il F.F non è una ricetta in quantità ridotta di un qualsiasi alimento e prosegue con l’individuazione di veri e propri canoni perché una proposta gastronomica possa essere definita F.F.
Le caratteristiche che hanno reso questi alimenti cosi famosi ed amati sono ritenute elementi imprescindibili di queste preparazioni, dimensioni, colori, odori sono elementi caratteristici che vanno preservati e coniugati con i principi di una sana alimentazione. Ma soprattutto non va dimenticata la grande umanità del gesto di afferrare del cibo con le dita di una mano e portarlo alla bocca. Un gesto che si ripete uguale da millenni, ovunque ci sia un uomo ed il suo cibo.

..a pizza !!!

June 11, 2009 da Della Corte Ugo   Commenti (2)

Cultura a tavola


Nata a Napoli nel 1889 in onore della Regina Margherita di Savoia, come testimonia un documento a firma del Gran capo dei servizi di tavola di casa Savoia, ancora orgogliosamente esibito dai titolati della storica pizzeria Brandi, la pizza Margherita compie oggi 120 anni.
Certo non è gentile svelare l’età di una signora ma una storia cosi lunga e avventurosa rende insignificante questo dettaglio.
In questi anni non c’è stato paese in cui “la regina “ non sia arrivata e incontro a cui si sia sottratta, anche quando l’approccio non era particolarmente rispettoso delle sue origini e del suo blasone . Il risultato di questi amori internazionali sono una progenie vastissima composta da migliaia di versioni in cui alla grazia e all’equilibrio originario si sono spesso aggiunti gli ingredienti più improbabili con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Anche qui in patria qualche sgarbo e neanche tanto piccolo, pure le viene riservato considerato che una percentuale molto alta degli ingredienti adoperati per la sua preparazione proviene dall’estero.
Ma il colmo ,non ci crederete ,è un altro l’ultimo discendente della Famiglia Brandi esercita la sua arte di pizzaiolo a Torino, non voglio alimentare tardive revanche però …quando è troppo…. è troppo!!!

But the last straw is that the last descendant of the Brandi family works as a pizza maker in Tourin. I do not intend to feed late revanche,…but too much ….is too much!!!!!>>

Pizzeria “don Rafele”
Via A. Camillo de Meis
Napoli

Come arrivarci :
How to get there:

Circumvesuviana linea Ottaviano -Sarno
Fermata Ponticelli

il videoè tratto da"Totò Sapore e la Magica Storia della Pizza" (2003). Musiche di Bennato"

.....sta arrivando o' pulmann !!

June 8, 2009 da Della Corte Ugo   Commenti (7)

Società

……sta arrivando o’ pulmann !!

……the bus is coming.

Ci sono espressioni capaci in maniera sintetica ed immediata di fornire più informazioni di quante si possa immaginare.
Naturalmente bisogna prestare la dovuta attenzione, molto aiuta l’attenta osservazione del contesto ambientale e una naturale disponibilità all’incontro.
Ora se siete a Napoli e vostro malgrado avete deciso di servirvi dei mezzi pubblici di trasporto vi metterete naturalmente in attesa alla fermata con il popolo composito che costituisce la piccola comunità che, per il tempo dell’attesa e prevedibilmente del successivo viaggio, sarà legata dal solidale vincolo rappresentato dalla condivisione dei mille accadimenti che sempre accompagnano un viaggio. Si, avete capito bene. Quanto sta per accadere a voi e ai vostri compagni ha dignità di viaggio e non di semplice spostamento in ambito metropolitano. Durante il tempo dell’attesa sarete sinteticamente ma in maniera compiuta e con tutti i necessari dettagli informati di svariati accadimenti da quelli più strettamente personali, nascite, morti, malattie, storie di amori contrastati o felici e di burrascosi rapporti parentali. Non vi verranno risparmiate neanche le più dettagliate descrizioni di tutti i malanni riguardanti ogni parte del corpo umano con allegate diagnosi e cure sulle quali, se credete, potrete fornire un vostro parere certamente gradito.
Al paragone i racconti che si scambiavano i viandanti nei caravanserragli o nelle stazioni di posta impallidiscono. Naturalmente il motivo per cui siete in quel posto dato il tempo trascorso e il vostro far parte ormai di quella piccola comunità in maniera cosi verrebbe da dire, intima e coinvolgente non ha più nessun rilievo.
Ma ecco che questo fitto tessuto di storie ed emozioni viene interrotto da un esclamazione resa con un tono che è tra l’incredulo e lo sconcertato : “ ..sta arrivando o’ pulmann !!
Se proprio dobbiamo azzardare paragoni ci viene da pensare al grido dei crociati alla vista di Gerusalemme o a quello della vedetta della caravella di Colombo che annunciava la vista dell’agognata terra . Si perché l’avvenimento inopinatamente realizzatosi è partecipato come fatto straordinario e non naturalmente atteso o verificabile, niente a che vedere con l’algido “ è in arrivo il bus “ se siete in una qualunque altra città italiana o il compassato “ the bus is coming” di un viaggiatore di lingua inglese, espressioni che non hanno altro se non il modesto rilievo di una banale constatazione
Se siete in giro per Napoli passate da piazzetta Montesanto e fermatevi di fronte alla stazione della Ferrovia Cumana alla “ Rosticceria Fiorenzano” tutto quello che è commestibile e può, dopo essersi lasciato avvolgere da una pastella, conoscere il bruciante e rapido amplesso con l’olio bollente, qui c’è. Paste cresciute, mozzarella in carrozza, panzarotti, sciurilli ( frittelle di fiori di zucca) melanzane. Mettete da parte ogni altra considerazione concedetevi un generoso cartoccio con l’assortimento completo.
Non c’è la fermata del pullman, è vero… però che tipi ….. non fate un passo a piedi !!!
I know, there is no bus stop there,…but you guys don’t make a move!!!

Pasta cresciuta: frittella di pasta lievitata ( cresciuta )
:risen dough fritter
Panzarotto: patate schiacciate confezionate in forma cilindrica piccola e tozza , in napoletano riferito a persona grassa e bassa di statura “ Panzarott “
: small and chunky cilinder of smashed potatoes. In the Neapolitan language stand also for a someone short and fat “ Panzarotto “
Mozzarella in carrozza : due fette di pane farcite con mozzarella passate in uovo battuto e fritte
: a slice of mozzarella cheese between two slices of bread dipped in beaten egg and deep fried
Sciurilli : fiori di zucchine passati in pastella e fritte
: pumpkin flowers batter dipped and fried

Come arrivarci:
How to get there:

Metropolitana (subway/metro)
stazione di Montesanto

SEPSA Ferrovia Cumana
Stazione Piazzetta Montesanto

Sano come un pesce.

June 1, 2009 da Della Corte Ugo   Commenti (0)

Società

Sano come un pesce.

Poche le certezze in un epoca di transizione, come viene ritenuta quella che stiamo attraversando, e quelle poche non di rado vacillano.
Tanto che spesso dobbiamo affermare una condizione o una qualità negandola per definizione.
E’ il caso di ricordare il personale non insegnante per indicare i vecchi cari bidelli o quella di verticalmente svantaggiati per definire persone basse di statura e di esempi se ne potrebbero fare ancora decine.
Nessuna meraviglia quindi se il vecchio adagio del titolo risulta alla prova dei fatti assolutamente falso, è di questo non possiamo soltanto rammaricarci. In un epoca in cui con velocità sorprendente nuovi stili alimentari si diffondono, finendo con il diventare vere è proprie mode, forse dovremmo adottare qualche piccola precauzione nell’approccio a nuovi cibi o a nuove tecniche di preparazione degli stessi.
Il consumo del pesce crudo era fino a qualche tempo fa un’abitudine scarsamente praticata, ma ormai risulta essere sempre più diffusa e proposta anche quando francamente appare un tantino incongrua per situazione e poco plausibili opportunità di approvvigionamento di materie prime all’altezza della proposta.
Un poco di attenzione e di buon senso possono evitare di trasformare l’emozionante incontro con i sensuali sapori del mare in una sgradevole avventura.
Molti pesci tra cui tonno, salmone, sardina, acciuga, merluzzo, nasello e sgombro, patiscono la presenza di un parassita intestinale l'anisakis simplex. Questo animaletto passa con grande facilità dalle visceri del pesce alle sue carni quando questo non viene sollecitamente eviscerato. Mangiando pesce crudo o non completamente cotto le larve di questo parassita possono passare alle pareti dell’apparato gastrointestinale determinando comportamenti estremamente aggressivi ai danni di importanti organi come fegato milza pancreas evasi ematici e miocardio.
L’adozione di alcune semplici precauzioni può permetterci di continuare a godere del piacere di gustare, specialmente in questa stagione, gli intensi e particolari sapori del mare.
Il pesce destinato al consumo crudo deve essere preventivamente congelato, altri trattamenti preliminari sono assolutamente inutili, il limone e l’aceto non hanno nessun effetto sull’anisakis.
L’anisakis e le sue larve infatti muoiono se sottoposti per 96 ore a temperature di -15° oppure per 12 ore a -30°.
Non abbiate quindi timore di chiedere al patron del ristorante che vi ospita se il pesce che state per consumare ha subito il trattamento del freddo e per le vostre preparazioni casalinghe usate pure il congelatore rispettando i tempi.
Evitate dunque gli improbabili sushi bar, evitate di consumare alici marinate che non siano state preventivamente congelate e se avete intenzione di fare colpo proponendo un’ intrigante cena chez-vous a base di pesce crudo ricordatevi di acquistarlo 4 o 5 giorni prima e di congelarlo dopo averlo prontamente eviscerato.

Involtini di melanzane con alici marinate

Ingredienti:

una terrazza con vista sul mare
300 gr di alici fresche
2 melanzane di media grandezza
1 limone
aglio
prezzemolo
sale q.b.

Preparazione:

-preparate una marinata con il succo di limone due dita di vino bianco prezzemolo tagliato grossolanamente aglio a pezzetti;

-immergete nella marinata per 4 ore le alici opportunamente scongelate;

-tagliate le melanzane a fette nel senso della lunghezza disponetele in un setaccio o in un colapasta a strati cosparse di sale sotto un peso per un paio di ore, per eliminare l’acqua in eccesso;

-arrostite le melanzane;

-farcite le fette di melanzana con le alici arrotolando il tutto e fermando con uno spiedino.